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lunedì 28 dicembre 2009

Le nuove tecnologie, il maestro e la conoscenza etica

Cari bloggers, propongo uno spunto di riflessione sul rischio della conoscenza etica dovuta alle nuove tecnologie. Sarei grato di avere un riscontro.
Chiarisco subito la questione. Con i nuovi ambienti di apprendimento, si accresce esponenzialmente la capacità di esprimere se medesimi, anche nel processo di costruzione della conoscenza. Ciò sicuramente è positivo, perchè permette di ridurre, se non di eliminare quella frattura tra ciò che si sa e ciò che si è. In un blog, il carattere di una persona emerge parallelamente alle conoscenze.
Fin qui tutto positivo, ma la criticità può sorgere se colui che coordina e che magari valuta un allievo nei nuovi ambienti virtuali di apprendimento, tiene conto anche della cosiddetta personalità del discente o dei costumi o dei paradigmi (ecco che il piano etico fa capolino). Se il valutatore non si inserisce in una sfera di umanità, magari attivando in sè qualche anticorpo contro una sua reazione a ciò che è avverso al suo paradigma, ma che comunque è lecito ci possa essere, c'è il rischio che un allievo venga penalizzato per ciò che pensa perchè si discosta da ciò che afferma il docente. Mentre la vecchia modalità di valutazione era sì più sterile, ma metteva anche al riparo da stigmatizzazioni per chi la pensava in modo indipendente.
Perciò all'eliminazione della frattura tra essenza e conoscenza, deve far da contraltare, a mio avviso, anche una maggiore apertura di cuore del docente, così di dare sì il giusto peso a chi sa, ma che nonostante ciò la pensa diversamente da lui.
Ringrazio in anticipo delle vostre osservazioni, che spero giungeranno copiose,
Davide

martedì 22 dicembre 2009

Feedback

Non ho avuto nessun feedback sull'accostamento della concezione sociologica di Simmel al nuovo paradigma della conoscenza derivante dalle tecnologie. E' una comparazione sterile, oppure ho dato troppo per scontato e non si riesce ad evincere il senso di quanto ho scritto?

sabato 19 dicembre 2009

Simmel e le tecnologie

Pensando intorno alle tecnologie e all'uomo, ho ricordato con piacere un testo di Simmel, un autore "inattuale" nel senso nicciano del termine, che con la sua profondità di analisi ha raffigurato, con una lucidità non comune, scenari che si sono verificati dopo un secolo dalla sua esistenza. Riassumerò qui alcuni concetti estrapolati dal saggio "La metropoli e la vita dello spirito", a cura di P. Jedlowsky, Edizioni Armando, Roma. Farò riferimento anche al saggio introduttivo del curatore, particolarmente fecondo di concetti.
L'obiettivo è quello di tentare un'analisi del rapporto uomo-tecnologie istituendo un parallelismo tra questo rapporto e i concetti, riferiti alla società in relazione col soggetto, espressi da Simmel.
Sarei curioso di sentire la vostra opinione in merito a tale accostamento.
Simmel parte da un concetto espresso nella parola Wechselwirkung, ossia la universale interazione e compenetrazione di tutti i fenomeni; letteralmente "effetto di reciprocità". Per l'autore la modernità accentua in modo significativo questa connessione, che si manifesta anche retroattivamente. Perciò alla "nozione di causa si sostituisce quella di corrispondenza, di influenza scambievole tra diversi ordini di fenomeni". Questa interazione si consolida nel tempo diventando "sociazione", ossia le forme delle relazioni si cristallizzano e la società è l'espressione delle relazioni attraverso questa forma. La componente psichica del soggetto è influenzata da questa struttura e a sua volta la influenza. La vita è quindi sia un costante fluire, sia una produzione di forme. Essa è si fluida, ma si esprime in modi cristallizzati, infatti "la vita scavalca le forme, eppure, solo in forme di volta in volta determinate la vita può essere colta". La modernità è il processo che decostruisce gli "ordini sociali tradizionali" e il "mutamento in se stesso si fa norma"; ma tuttavia questo mutamento "è una formazione storica in se stesa".
Primo parallelismo: Il connettivismo e la nuova forma di conoscenza fluida (Bauman)sono esse stesse forme, al di là della loro intenzione di distruggerle?
Simmel istituisce poi una differenziazione tra intelletto (Verstand) e ragione (Vernunft). Il primo è una "facoltà essenzialmente logico combinatoria, eminentemente orientata alla calcolabilità", mentre la ragione "dà ordine alle conoscenza empiriche in base a domande che riguardano il senso, che non rinuncia al confronto coi sentimenti e con le domande ultime sulla vita ed il valore". Nella modernità si registra l'ipertrofia dell'intelletto, "che corrisponde allo sviluppo di un atteggiamento strumentale e calcolistico tanto nei confronti delle relazioni tra persone quanto nei confronti della vita in generale". Ciò porta "all'indifferenza nei confronti di tutta la varietà qualitativa delle cose".
Secondo parallelismo: la conoscenza derivante dal nuovo paradigma privilegia l'intelletto o la ragione?
Simmel poi analizza "il rapporto tra la differenziazione sociale e l'aumento della libertà dell'individuo" e scopre che la libetà si allarga, accrescendo la indivdualità intesa come differenziazione, ma il contraltare di questa diversità è "la crescente dipendenza del singolo da un mondo di tecniche ed apparati che lo sovrasta".
Terzo parallelismo: quanto è forte la dipendenza dell'uomo dagli strumenti tecnologici che ne permettono la sua espressione?
Questa dipendenza dell'uomo da tecniche ed apparati crea "una crescente divaricazione tra i contenuti dello spirito oggettivo e quelli dello spirito soggettivo". In questo caso oggettivo è ciò che è esterno alle persone, soggettivo è ciò che le caratterizza intimamente. Lo "spirito soggettivo si manifesta nella cultura di un uomo: ossia ciò "che questi sa per averlo imparato, per averlo vissuto o per averlo elaborato personalmente". Nella modernità, per Simmel, si crea una sproporzione tra la conoscenza soggettiva e quella oggettiva, venendo a mancare dei ponti che creano i collegamenti tra queste due polarità. Prevale dunque un atteggiamento orientato "alla strumentalità", senza che questo abbia un corrispettivo nella soggettività.
Quarto parallelismo: quanto la nuova conoscenza del copia-incolla e della connessione è tendente verso la cultura oggettiva? Non c'è il rischio che prevalga l'aspetto oggettivo e che questo crei uomini dotti verso l'esterno, ma altrettanto vuoti in se medesimi?
Grazie delle vostre riflessioni in merito,
Davide

venerdì 18 dicembre 2009

Tecnologie e potere

A margine della discussione di mercoledì sulla gestione dei media da parte del potere politico vi allego un articolo tratto da www.repubblica.it. Tanti saluti a tutti e buona notte!
Davide

domenica 13 dicembre 2009

Tecnologie e controllo delle tecnologie

Volevo portare l'attenzione sul controllo delle tecnologie. Diamo per assodato che sono libere per definizione, ma il potere politico di paesi come Cina, Siria, Iran etc. impone forti restrizioni nel loro uso. Anche nell'Occidente il problema esiste: per esempio come hanno fatto a reperire le email spedite nei momenti in cui crollavano le torri gemelle?
Altra questione: i players nei motori di ricerca sono 4-5 in tutto il mondo. La rete ogni tanto si annoda?
Per fortuna pare che a livello globale la libertà aumenti con la diffusione delle tecnologie, ma non bisogna mai abbassare la guardia.
Davide
Ho inserito nel mio blog un abstract con relativo link di un'intervista che affronta da più punti di vista il rapporto uomo-tecnologie
Inserisco il titolo di un libro interessante, fresco di pubblicazione. Analizza la figura della persona che viene veicolata dalla televisione. I dati sono stati raccolti via internet con interessanti ripercussioni sui risultati.
Davide